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Dieci richieste per favorire l'accesso alla cultura da parte delle persone con disabilità fisiche e sensoriali. Tra le oltre mille firme raccolte anche quella del presidente della Fondazione "Cinema per Roma" Rondi
08/02/2010
"Sindaco Alemanno non vietarci la cultura": è questo lo slogan che ha aperto la conferenza stampa
organizzata venerdì pomeriggio dall'associazione Luca Coscioni, in collaborazione con Consequenze e
Blindsight Project, nell'ambito della campagna di sensibilizzazione per l'accesso alla cultura
delle persone con disabilità fisiche e sensoriali. Iniziata a ridosso dell'ultimo Festival del
Cinema di Roma, lo scorso ottobre, la campagna ha raccolto in meno di sessanta giorni oltre mille
firme autenticate (1024 per esattezza) a sostegno di una politica comunale che apra i cinema e i
luoghi di cultura non solo ai sordi e ai non vedenti sostenendo politiche di sottotitolazione e
audiodescrizione dei film, ma anche ai tanti disabili fisici che vivono in città impossibilitati,
per la presenza di barriere architettoniche, a godere della cultura in generale.
Tra i firmatari dell'interrogazione popolare, che in dieci punti chiede al sindaco di Roma,
Gianni Alemanno, impegni precisi sulla promozione della cultura per tutti, anche quella di Gian
Luigi Rondi, presidente della Fondazione "Cinema per Roma" che, già nel corso dell'ultima edizione
del Festival, si era impegnato a garantire la sottotitolazione e l'audiodescrizione delle pellicole
italiane in concorso a partire dal prossimo anno. "Manifestare oggi a Roma - ha dichiarato Mario
Staderini, segretario dei Radicali italiani - significa farlo per tutto il paese e per i diritti di
tutte quelle persone, siano esse sorde, non vedenti o con disabilità fisiche, che ad oggi non
godono non solo del cinema ma della quasi totalità dei luoghi di cultura".
"A Roma - ha continuato Staderini - solo il cinema Farnese ha attivato quelle misure di
sottotitolazione e audiodescrizione che consentono a sordi e non vedenti di seguire un film. Il
cinema Fandango sta seguendo l'esempio, ma sono decine e decine le sale di proprietà comunale o
pubblica nella capitale che non hanno interesse a farlo. Basterebbe così poco per dare a queste
persone il diritto di sentirsi socialmente uguali agli altri". "Si unirà - ha poi concluso il
Segretario dei Radicali italiani - il sindaco Alemanno all'appello inviato allo stesso ministro per
i Beni culturali, Sandro Bondi, per l'obbligatorietà della sottotitolazione e audiodescrizione
nelle produzioni cinematografiche finanziate dal ministero? I costi sono decisamente inferiori se
la sottotitolazione e l'audiodescrizione avvengono in sede di produzione e non dopo".
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