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Migranti, italiane, precarie, anziane cadute in povertà, madri sole fuggite o allontanate dalle famiglie: sono 40 le donne dai 30 ai 60 anni che hanno trovato accoglienza nella casa occupata
09/03/2010
Migranti, italiane, precarie, anziane cadute in povertà, madri sole fuggite o allontanate dalle
famiglie: 40 le donne, dai 30 ai 60 anni, che hanno trovato accoglienza e un rifugio protetto al
"Lucha y Siesta", spazio autogestito romano tutto al femminile, che ieri ha compiuto due anni.
Occupato l'8 marzo 2008 da Action-A (donne di Action diritti in movimento, associazione che dal
2002 si batte per il diritto alla casa), da un paio di giorni il complesso dell'ex stazione
dell'Atac di via Lucio Sestio 10 è aperto al pubblico con dibattiti, il mercato bio e spettacoli
teatrali. Esperienza unica nella capitale, diventato un punto di riferimento per il X Municipio,
anche grazie ad uno sportello sulla tutela dei diritti delle donne che lavora in rete con
istituzioni e realtà del territorio, il Lucha y Siesta "è il primo spazio nella storia di questa
città che mette insieme la tematica dell'emergenza abitativa con l'istanza di autodeterminazione
sociale e civile delle donne" spiegano le occupanti.
Attualmente ospita 16 donne e 7 bambini di età diversa: fra queste italiane, marocchine,
equadoregne, tunisine, eritree, brasiliane, romene, russe, ucraine, che lavorano o che percepiscono
una pensione, che non possono permettersi un affitto, che sognano un futuro diverso e senza
violenza per loro e per i loro figli. Tutte senza un luogo dove abitare, perché mandate via da case
famiglia, centri antiviolenza che per legge, dopo sei mesi, devono lasciare. "Stiamo sperimentando
una casa di accoglienza per donne e bambini in difficoltà dove è possibile riappropiarsi della
propria vita, senza fretta - spiega Angela, attivista di Action/A. "Il ricambio avviene secondo il
percorso individuale delle occupanti, perché non esiste un tempo limite, ogni donna ha un suo tempo
per riorganizzare la propria esistenza che non può essere quantificato". Fra le campagne promosse
dal "Lucia y Siesta", la battaglia per il riconoscimento del diritto all'alloggio Erp per i nuclei
single e per le donne vittima di violenza anche domestica, la creazione di una casa per le donne in
ogni municipio e di una rete cittadina per attivare servizi di ascolto, orientamento e tutela per
il riconoscimento dei diritti della donna e della differenza di genere.
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